Alcune cose su… Limone del Garda

Reduce da un giovedì a sabato a Limone del Garda, grazie a un coupon di Groupon, metto qui qualche nota:

  • A Limone del Garda, a fine maggio, complici le particolari condizioni meteorologiche di questo periodo, può fare freddo, molto freddo. Quel freddo che ti fa apprezzare di trovare il piumino modello Generale Inverno sul letto della camera.
  • A Limone del Garda, a fine maggio, non ci sono un po’ di tedeschi. Ci sono solo tedeschi. Al punto che il cameriere del ristorante ti parla in tedesco e si stupisce quando gli rispondi “Scusi, che ha detto?”
  • A Limone sul Garda, a fine maggio, con il suddetto deal di Groupon puoi soggiornare per due notti al prezzo di una all’hotel Alexander e scoprire che, anche se forse le quattro stelle sono un filo eccessive, o forse i criteri per le stelle sono nel 2013 da rivedere, non ci si sta affatto male e che ad esempio il centro benessere è piccolo ma ha il suo perché, che le stanze sono parecchio grandi e che ci sono un sacco di belle terrazze dove avresti potuto prendere il sole.
  • A Limone sul Garda, a fine maggio, ma penso anche nel resto dell’anno, si mangia molto bene al ristorante dell’Hotel Monte Baldo, di fronte al porto, scoprendo che c’è una cucina tipica gardesana, che è un incrocio tra cucina di lago e montagna e che è pure molto buona.
  • A Limone sul Garda, a fine maggio, anche se il tempo non è splendido si può comunque piacevolmente girare il paese e scoprire le sue bellezze, la camminata del sentiero del Sole, perdersi nei vicoletti, sedersi e guardare il lago, scoprire che si chiama Limone non per gli agrumi (arrivati dopo) ma perché è sempre stato un pese di confine, ovvero di LIMite.

E questo è tutto quello che ho da dire su Limone del Garda (cit.).

Carta di(s)credito

Passando da un normale Conto BancoPosta a un conto BancoPostaPiù, un mesetto fà ho cambiato anche carta di credito, rimanendo sempre MasterCard ma passando da una carta BancoPosta Classica, emessa da Deutsche bank, a una BancoPostaPiù, emessa da Compass.
Caveat: io la carta di credito la uso spessissimo e in tutti i contesti; dagli acquisti via Internet dei beni più disparati e dai siti più strani, al pagamento della spesa al supermercato, alle spese di trasferta quando giro per lavoro.
Mi trovo quindi ni giorni scorsi a passare tutte le varie registrazioni della carta dalla vecchia alla nuova.
Amazon? Fatto
Magic Online? Fatto
Paypal? Fatto

Google Wallet…? “Errore”
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Firenze

Molto rapidamente, per punti:

  • Grazie alla Tigullio, quella del pesto, che con un e dico un vasetto di pesto ci ha regalato una notte all’ottimo NH Firenze.
  • La cena da Cammillo ha sempre il suo perchè. Non è economico, ci si tocca i gomiti tra un tavolo e l’altro, ma si mangia benissimo.
  • Boboli, a Marzo, è già spettacolo. Anche in una giornata non serenissima.
  • A Ognissanti, la domenica, fanno ancora la messa cantata e in latino. A un certo punto temevo arrivasse Savonarola.
  • La sfiga di andare al Mercato Centrale la domenica :( ma ripiegare su un’ottimo baracchino di fronte per panino con lampredotto o con lesso
  • Guida turistica? Google Goggles, connessione dati e lo splendido lavoro fatto sul Portale Firenze di Wikipedia. Fotografa, clicca, leggi, impara.

E poi, un’ottima compagnia :)

Dr. TinyTinyRss or: How I Learned to Stop Worrying about Google Reader and Love Open Source

Quando giovedì è uscito il comunicato di Google sulla chiusura di Google Reader, come molti altri non l’ho presa bene.
Ma, come sempre, “Quando l’acqua tocca il culo, si impara a nuotare”. E siccome i feed RSS per me sono la fonte più importante di news, s’è trattato di farlo.
Mi è venuto in mente che già nel 2005, prima, di Google Reader, io i feed RSS li leggevo con (mi pare) Feedreader, un “coso” che all’epoca era un software da installare su un hosting, in modo da essere accessibile da qualsiasi pc connesso a internet.
E ho pensato che l’hosting ce l’ho, le capacità pure. E, onestamente, ho anche temuto che i servizi come Feedly, che ora stanno accogliendo i transfughi di Google Reader, reggessero poco. Continua a leggere

Pungolo

Pungolo, ovvero quella cosa che ti spinge avanti, fuori dall’immobilità.
Per me, una litigata sul lavoro settimana scorsa, che poi ha portato a una settimana molto produttiva.
Per me, l’annuncio della chiusura di Google Reader, che mi ha portato a Tiny Tiny RSS e al ritorno qui sul blog delle “Robe da leggere”. Poi su Tiny ci torno con un post dedicato perché è proprio quello che mi serviva.
Pungolo, comunque, altro che la mucca viola.

Spotify

Ieri hanno lanciato Spotify in Italia.
Praticamente un jukebox, con svariati milioni di brani.
Voi scegliete la canzone, lui la riproduce.
Le prime 10 ore di ascolto al mese sono gratis, se pagate cade il limite e potete anche scaricare le canzoni.
Funziona anche da mobile (qui l’app Android) con i soliti vincoli di dati (fa streaming, quindi ciuccia).
Devo capire bene se salvare le canzoni per l’ascolto offline fa parte o no del pacchetto a pagamento.

A cosa serve, direte voi? A fare in cinque minuti di raptus cose come queste:

Oppure a dire “ma ascoltiamo come è quel pezzo di Frank Zappa/Malgioglio/Mumford & Sons/Taylor Swift” e perderci delle ore.

Avessi avuto questo coso a 16/17 anni (“mi presti il cid che lo copio sulla cassetta”), la mia vita sarebbe stata diversa.

Il bigino del manuale del football americano

Per tutti quelli che nella notte tra domenica e lunedì, a partire da mezzanotte, si troveranno a vedere il SuperBowl XLVII su Sportitalia 2, con il play-by-play di Matteo Gandini e il commento tecnico di Giovanni Ganci e hanno paura di non capirci niente, propongo questa infografica trovata su /r/nfl (ovvero la “sezione” di Reddit dove si parla di NFL).

Il bigino del manuale del football

Il bigino del manuale del football

Clicca sull’immagine per vederla ingrandita.

Meglio 10 ricchi o il 10% di ricchi?

Un commento al volo su questo pezzo del Corriere.
Vi si riporta che, secondo il Consiglio Universitario Nazionale, il numero degli iscritti all’università è diminuito dai 338mila del 2003-2004 ai 280mila del 2011-2012.
E si attacca la solita geremiade sulla crisi, sulla fine dei valori, sui giovani sfiduciati ecc ecc.
A fare il famoso “fact checking”, ovvero “controlliamo prima di scrivere una stronzata” ci vogliono 5 minuti. E il risultato è che la questione è un (bel) po’ diversa.

Secondo voi è più importante quante persone in assoluto vanno all’università o quanta parte delle persone che potrebbero andare ci va?

Io direi la seconda, più il valore è alto, maggiore è la parte della popolazione che ha accesso all’istruzione superiore.

Andiamo quindi alla sezione demografica del sito Istat.
Ci prendiamo il dato di popolazione in funzione dell’età per chi ha dai 19 ai 24 anni oggi e per chi ne aveva dai 19 ai 24 10 anni fa (ovvero gli odierni 29-34enni).
In Italia ci sono 3.111.103 abitanti tra i 19 e i 24 anni e 3.909.109 abitanti tra i 29 e i 34 anni (tra cui io!).
Facendo un rapporto tra immatricolati e abitanti, oggi risulta iscritto il (280.144/3.111.103) = 9,00% della popolazione, contro il (338.482/3.909.109) = 8,65% di 10 anni fa.
La quota quindi in 10 anni è aumentata di quasi mezzo punto percentuale.
Quindi la possibilità di accesso all’istruzione superiore è aumentata (poi sarebbe opportuno fosse aumentata di più, ma non stiamo a sindacare).

Certo, forse non è una bellissima cosa da mettere in evidenza, quando negli ultimi 10-15 anni (quindi a dati demografici noti), piuttosto che migliorare il livello medio dell’università si è mirato solo a moltiplicare al massimo possibile il numero di corsi e sedi.

Fare 1 ricerca su un sito e 2 divisioni per verificare se i fatti stanno in piedi mi sembra sia il minimo da fare prima di pubblicare una notizia.
Chi non lo fa, per me, non si merita neanche i soldi derivanti dalle impression dei banner.

Milano criminale

Copertina


Grazie alle offerte lampo di Amazon sul finire di dicembre ho acquistato a un prezzo ridicolo Milano Criminale di Patrizio Roversi.
Riprendo qui ed espando alcune cose che ho postato anche nella recensione di Amazon.
L’ispirazione è esplicita nel titolo: “Romanzo criminale”, e trovo anche corretto dichiarare al lettore molto chiaramente cosa si deve aspettare.
D’altronde le storie della banda della Magliana e del mondo che girava loro attorno hanno avuto successo, ergo proviamo a spostare l’ambientazione da Roma a Milano e vediamo che succede.
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