La cucina futurista
Questo “La cucina futurista” è un libello di poche pagine, fortunatamente preso in offerta a 0,99€ su Amazon.
Gli undici convitati (5 donne, 5 uomini e un neutro)
Dico fortunatamente perchè, al di là di qualche passaggio, è veramente poca cosa. Di futurista c’è giusto il riprendere le 3-4 idee del movimento e provare ad applicarle alla cucina, con risultati di esito vario, dalla puttanata solo per far scena a qualche idea che poi sarebbe tornata nella fusion.
Ad esempio in qualche piatto (salato) si usa la frutta come ingrediente, un’idea che avrebbe messo oltre 50 anni a tornare, con il risotto alle fragole, negli anni ‘80.
E un paio di cocktail, pardon, di polibibite, che non sembrano male (uno riportato più sotto).
2°, dipingere dall’alto questa nuova realtà impone un disprezzo profondo per il dettaglio e una necessità di sintetizzare e trasfigurare tutto;
Per il resto solo qualche invenzione marinettiana, con qualche frase che per ritmo e stesura si merita l’attenzione, ma niente di che.
Inventina (polibibita) ⅓ di Asti spumante ⅓ di liquore d’Ananas ⅓ di sugo d’Arancio gelato
Da prendere a prestito, da un amico in biblioteca.
O da pagare meno di un caffè.
Gli indicatori chimici renderanno conto dell’acidità e della basicità degli intingoli e serviranno a correggere eventuali errori: manca di sale, troppo aceto, troppo pepe, troppo dolce.