INSIDE
Sto leggendo un libro da 1700 pagine, non ho smesso di leggere, ma nel frattempo ho finito il terzo videogioco di fila e scrivo di quello :)
Questo però era molto più breve degli altri due: INSIDE l’ho finito in quattro ore e mezza, e … mi ci sono divertito un casino.
Molto meglio questo di The Last of Us, da un certo punto di vista ne è il suo opposto: si gioca con la croce e due bottoni, non c’è un dialogo in tutto il gioco e le cutscene saranno 5 minuti in tutto il gioco, si inizia a giocare subito e si smette a fine partita (o gioco).
Cosa è? È Another world portato nel 2016 (sì, è di dieci anni fa). Un vero un gioco di azione, strettamente a scrolling 2d, dove si risolvono enigmi, e mentre si risolvono succede una storia.
Non si spara un colpo, non ci sono pistole, non ci sono punti esperienza, non ci sono skill da livellare.
C’è solo da giocare e plasmare gli eventi con il proprio giocare.
Tutto tramite un gameplay completamente naturale, dove è normale provare una cosa, morire, ma nel frattempo avere capito cosa fare.
Non c’è frustrazione nel morire in INSIDE, non si deve recuperare nssun passaggio o cutscene; si può mettere subito in pratica quello che si è imparato morendo. È il trial and error positivo, non c’è circolo vizioso di sofferenza, c’è il piacere di sbagliare, capire e andare oltre.
Tecnicamente il gioco è molto ben eseguito, nel suo stile minimale: grafica semplice ma raffinata negli ambienti, in particolare alcuni giochi di luce, con i pezzettini di polvere che brillano quando colpiti dai raggi, personaggi con pochi dettagli ma molto ben animati, suono quasi solo ambientale, con sprazzi di musica solo in alcuni punti rilevanti per la storia, niente dialoghi, 2 personaggi, narrazione estremamente aperta, che non spiega.
E voi vi muovete in una serie di quadri per risolvere enigmi, sbloccare porte, scappare da guardie, andare avanti.
Sempre un po’ con la domanda del perché siete lì e del cosa sta succedendo, del voler andare al quadro dopo “per vedere cosa succede”.
Questo, per me, è di solito un elemento che mi fa piacere un videogioco: la scoperta, l’inatteso, il dubbio (“avrei potuto anche fare così?”).
C’è anche, per i completisti, una piccola parte di esplorazione supplementare e raccolta, che permette di sbloccare un finale alternativo… Ma non aggiunge nulla, e ce lo si può vedere su YouTube.
Si trova a pochi euro su Steam, come detto vi dura due-tre sere di gioco continuo e non è un videogioco “difficile” (sebbene su qualche enigma vi fermerete un po’, ma roba di una diecina di minuti). È davvero consigliatissimo.