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Farsi male: Variazioni sul masochismo

Libro durissimo. Sia perché (e non me lo aspettavo) richiede un po’ di conoscenze di base di psicologia / psicoanalisi, che non ho e che quindi ho dovuto un po’ rincorrere in giro per internet, sia perché (e questo invece me lo aspettavo) quanto ci si guarda dentro, quando si prende tempo per valutarsi, si scoprono anche delle cose che non sono immediatamente gradevoli.

Riconoscere che la libertà è fragile, ma abitabile. Che la democrazia non è l’assenza di conflitto, ma la capacità di attraversarlo senza cercare un carnefice o un vendicatore.

Quel dire “ah, sì“ alla fine di un passaggio sulla paura che accada qualcosa di brutto, sui motivi di questa sensibilità, sulle cause profonde, no è di certo un “ah, sì“ di rilassatezza.
Probabilmente se non l’avessi letto nelle vacanze di Natale, un periodo che stavolta mi sono veramente goduto, staccando da tutto e tutti, ci avrei messo molto più a digerirlo.

Per Jude il piacere è insopportabile, quasi una minaccia: come se la felicità tradisse la verità della sua sofferenza.

Tutto nasce da questa puntata del PoretCast con ospite l’autore, Vittorio Lingiardi. Peraltro ospite in quella puntata per parlare di un altro libro, sul corpo. Ma in un passaggio si accenna a questo libro sul masochismo e mi si accende la curiosità. Poco dopo è Natale, e me lo compro sul Kindle.

Alcuni di noi, osserva, «ripetono sempre, senza correggersi, le medesime reazioni a loro danno», al punto da sembrare perseguitati da un destino inesorabile. Ma a guardare meglio, quel destino se lo costruiscono da soli «inconsapevolmente con le [loro] mani»5.

Cosa è quindi questo Farsi male: Variazioni sul masochismo ? È un viaggio, prima in una parte più teorica, poi in una serie di esempi pratici, nel masochismo e nelle sue sottocategorie.
Personalmente, mi stupisce sempre, quando mi trovo a leggere di questi temi, quanto è potente il metodo scientifico.
Mi spiego: anche su aspetti apparentemente così intimi, personali, ritenuti unici come il comportamento, il ragionamento, il carattere, è possibile applicare il metodo scientifico e provare (e riuscire) a trovare una chiave razionale.
Uno poi arriva a concludere che siamo animali molto più prevedibili di quello che pensiamo.

Torniamo al viaggio: all’interno del masochismo ci sono diversi sottocomportamenti, che sebbene legati da alcune pratiche o atteggiamenti, derivano da punti di partenza diversi e che soddisfano bisogni diversi.
Un altro punto che mi è piaciuto molto è l’assenza totale di giudizio: si guarda sempre alle cose come sono, senza dire se sono giuste o sbagliate, cercando di capirle e di costruire un contesto intorno per farlo.

«tenere a mente le emozioni»

Ora capisco un po’ di più cosa vuol dire “contesto non giudicante” che usa spesso una persona che conosco.

Questo graduale percorso consente la formazione di una soggettività sana e vitale. La capacità di abitare la realtà senza frantumarsi nasce dal gesto di cura che sa illudere e poi disilludere senza ferire.

Dopo la teoria, la pratica: come dicevo, ci sono una serie di esempi della letteratura, della storia, dell’arte, della società dove si cerca di capire quale masochismo è presente, l’origine, il modo in cui si rende evidente.

la paura che accada qualcosa di brutto perché è accaduto qualcosa di bello.

Ritorno all’inizio: Lettura pesante, che richiede tempo e dedizione. Ma se avete curiosità per il tema, riserva belle sorprese.