Tomorrow Modern Boxes

Thom Yorke ha deciso ai primi di ottobre di rilasciare un suo nuovo album tramite il serivizo BitTorrentBundle.
Il disco si chiama “Tomorrow Modern Boxes” e tra un attimo ne parliamo.
Il servizio BitTorrentBundle è uno store virtuale dove si compra “roba” (audio, video, testi) che hanno la particolarità di essere distribuiti via Torrent, quindi con tanta banda messa a disposizione dagli acquirenti stessi e l’idea generale di poter tenere i costi di pubblicazione bassi.
In teoria dovrebbe avere il vantaggio di essere economico (solo 6$ per il disco) e comodo, in realtà il tracker usa alcune configurazioni particolari che lo rendono utilizzabile solo con i software bittorrent più recenti e non con quelli ad esempio dei NAS (io ho dovuto installare uTorrent, altrimenti il mio router mi diceva NO!)

Ma parliamo, ora, purtroppo, del disco.
Se c’era del senso in “the Eraser” e nei lavori con gli Atoms for Peace, qui non c’è.
Le canzoni scorrono via monotone, povere di idee, musicalmente vuote.
Anche la voce di Thom suona quasi fastidiosa e non dà niente.
Sembrano scarti finiti male, non c’è neanche la maniera e la produzione solita.
Venendo da un disco come quello di Aphex Twin, pieno di cose, con le idee strette strette per farne stare il più possibile in una canzone, uno si può immaginare anche di essersi fatto la bocca buona.
Per questo ho aspettato a sciverne. Ma anche tornandoci, non ci si trova niente.
Le moderne scatole di domani sembrano solo estremamente vuote.

tl; dr: Prendete tutte le cose buone che ho scritto nella recensione di Syro e giratele al negativo.

Syro

Questo disco mi è piaciuto molto ma non c'è un'intera traccia che mi piace.
Questo disco mi è piaciuto molto ma non so se lo consiglierei a qualcuno.
Questo disco mi è piaciuto molto ma prima di consigliarlo a qualcuno gli spiegherei bene cosa attendersi.
In questo disco c'è tanta musica strana bella e nuova ma prima di consigliarlo a qualcuno spiegherei bene cosa deve attendersi.
In questo disco c'è tanta musica bella ma prima di consigliarlo a qualcuno forse non gli direi niente e lo lascerei sorprendere. O gli direi bugie.
In questo disco c'è tanta musica bella e strana e nuova ma non c'è una traccia che mi piaccia per intero.
Ogni traccia di questo disco è fatta da tanti pezzi diversi quindi non può esserci una traccia che mi piaccia per intero.
In questo disco non c'è una traccia che mi piaccia per intero ma sul pezzo che va dal minuto uno al minuto due e 30 secondi di XMAS_EVET10 [120][thanaton3 mix] un musicista potrebbe costruirci un intero album.
In questo disco non c'è una traccia che mi piace e ci sono anche diversi punti dove non bisogna fare altro che aspettare che passi.
In questo disco aspettare che passi vuol dire aspettare un minuto, un minuto e mezzo al massimo. Lo skip non esiste, solo un lieve disagio

A parte questo terrificante tentativo di scrivere la recensione del disco di Aphex Twin con lo stile di una canzone di Aphex Twin, se c’è un disco di cui scrivere ora, è questo.
E’ un disco sicuramente per cultori del genere (la musica elettronica), molto molto molto bello e che potrebbe anche essere un buon punto di ingresso per chi non è molto avvezzo al genere.
Grazie al cielo oggi Spotify ve lo fa ascoltare aggratis e ci si può fare un’idea. Non è però un disco da primo ascolto, se volete provarlo dategli 2/3 ascolti, perchè la ricchezza di suoni, ritmi e passaggi al primo impatto non si riesce a cogliere.
Scordatevi inoltre la forma canzone: non esiste la struttura classica “Introduzione strofa strofa ritornello strofa ritornello special strofa ritornello fine”. Questo non è quel tipo di disco, questo è un disco dove ogni canzone è composta da 10-15 pezzi tenuti insieme da un’idea melodica, da un ritmo, dove spesso si parte da un punto e girando come gli ubriachi si finisce in un altro, dove non c’è più nulla in comune con il punto di partenza.
E’ un disco che comincia con i synth pesi e finisce con uccellini e una traccia di piano che sembra scritta da Debussy. E’ un disco con un po’ di cassa dritta in quattro ma che non metterà alla prova la tenuta dei vostri subwoofer. E’ un disco in cui le uniche parole servono più a tenere il ritmo che a dire qualcosa.
E’ un disco che ha una splendida pubblicità nella metropolitana di Londra.
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E’ un disco che vi potete comprare su Google Play o ascoltare su Spotify

Esperimenti

Quello qui sopra è il primo minuscolo frammento dell’ultima scimmia: la produzione di EDM.
Considerate che le mie conoscenze musicali si fermano alla terza media, ergo avevo idee molto vaghe di ritmo e accordi. E men che meno sapevo cosa fosse un sequencer.
Però grazie allo splendido caustic, disponibile sia in versione PC che Android che iOS, e ai tutorial di Attack Magazine son riuscito subito a creare piccoli frammenti ascoltabili.
E’ tutta roba di pancia per il momento, sto leggendo un po’ di cose di teoria musicale per capire quante cose non so. Al momento siamo a tante, e passeremo a breve a tantissime.
Vado molto a orecchio, però vedere subito un risultato del proprio lavoro, per quanto grezzo e misero, è fondamentale per me per andare avanti.
Quindi fin quando non passa la scimmia, facciamo anche questo, con il tablet, sul divano.

Edit di test

Spotify

Ieri hanno lanciato Spotify in Italia.
Praticamente un jukebox, con svariati milioni di brani.
Voi scegliete la canzone, lui la riproduce.
Le prime 10 ore di ascolto al mese sono gratis, se pagate cade il limite e potete anche scaricare le canzoni.
Funziona anche da mobile (qui l’app Android) con i soliti vincoli di dati (fa streaming, quindi ciuccia).
Devo capire bene se salvare le canzoni per l’ascolto offline fa parte o no del pacchetto a pagamento.

A cosa serve, direte voi? A fare in cinque minuti di raptus cose come queste:

Oppure a dire “ma ascoltiamo come è quel pezzo di Frank Zappa/Malgioglio/Mumford & Sons/Taylor Swift” e perderci delle ore.

Avessi avuto questo coso a 16/17 anni (“mi presti il cid che lo copio sulla cassetta”), la mia vita sarebbe stata diversa.

Backspacer – Pearl Jam

Diciamolo subito: “Backspacer” è un gran bel disco, i Pearl Jam invecchiano bene a anche a 18 anni da Ten hanno ancora parecchio da dire.
Backspacer è un altro passo nel vagabondare musicale dei PJ: disco disomogeneo, con canzoni a pattern, ma una coerenza di fondo data da un suono pulito, niente orrori di equalizzazione e testi chiari, armonici.
Leggi tutto “Backspacer – Pearl Jam”

Michael has left the building

Non scriverò un coccodrillo, non ne sono capace e sebbene a Michael Jackson siano legati alcuni ricordi infantili devo dire che non sento un particolare dolore per la scomparsa.
Riflettevo sul fatto che la morte di Jackson, oltre all’evento in sè, rappresenta anche la fine, o almeno la data che convenzionalmente indicheremo come tale, di una ampia fase dell’industria musicale, così come successe con Elvis.
Primo stimolo a questa osservazione è stato notare come abbia reagito MTV alla notizia: in ogni momento in cui ho dato un occhio al canale, c’era Michael o qualcosa su di lui. MTV piange il suo re, l’artista che forse ha interpretato meglio il concetto di Music Television: i video di Jackson in prima visione li mandava Italia Uno in prima serata, hanno definito il concetto di video musicale, hanno inventato stili che, anni dopo, ci siamo ritrovati nel cinema. L’opera di Jackson è un’opera pienamente fatta di musica e immagini, strettamente vincolate una all’altra in una miscela indivisibile.
Secondo stimolo è che nessuno venderà mai più dischi di quelli venduti da Jackson. Di sicuro anche perchè oggettivamente non si stampano più dischi, ma anche perchè difficilmente, nel panorama musicale di oggi e di domani, vi sarà un artista in grado di raggiungere una tale ecumenicità musicale. Pochi odiavano Jackson, quando c’è una sua canzone alla radio difficilmente cambi stazione, spesso fischietti o batti il piede.
Terzo e ultimo l’osservazione che l’artista solitario, a differenza del gruppo, è più facile da collocare e mitizzare. E’ più facile definire un periodo basandosi sulle azioni di una singola persona. Anche per i Nirvana, necessari a definire il sottoperiodo dell’alternative pop degli anni ’90, c’è comunque una confusione nei contorni e una indeterminatezza in cosa è dentro e cosa è fuori dal loro periodo. Per Jackson no. La prima opera di Jackson adulto, Off the wall, L’ultima opera di Jackson coincide con la fine di un certo tipo di musica e di un modo di intenderla; l’ultima sua opera arriva nell’anno della fine di Napster, arriva una settimana dopo il lancio del primo iPod, arriva quando MTV sta passando dalla rotazione musicale ai reality. Il suo ultimo album è in un certo senso l’ultimo album che vede la musica in un certo modo. Poi inizia qualcos’altro, in cui siamo ora.

Radio Song

E’ da un po’ che avevo la voglia di rifarlo. Son bastati qualche click, un paio di prove tecniche e un po’ di ispirazione.
Ora tra l’altro nel software (che è Idjc)c’è anche il mixer e si può usare il microfono: è praticamente una radio vera, nel mio pc! E se non voglio fare figuracce, devo scrivermi i testi!
Di cosa sto parlando? Ma di dedioradio, ovviamente.

Poi oggi dirlo è un’attimo: una twitterata, un update allo status di facebook e la promozione è fatta. Chi vuol sentire, clicca e sente.
Anche se per me il bello della radio è sempre stato semplicemente farla, scegliere le canzoni, metterle in ordine, lanciarle, aspettare che sia il momento giusto per rientrare con la voce o per dar su al fader, dopo l’intro. Anche quando erano le 8 del mattino e prendevo il pullman prima per arrivare a scuola presto e iniziare alle 8, quando a scuola non c’era ancora nessuno.

La tracklist della serata:

    The Alan Parsons Project – Sirius
    Radiohead – 15 Step
    The Doors – Love me two times
    Lou Reed – Perfect Day
    Ritmo Tribale – Amara
    Stone Temple Pilots – Creep
    Rolling Stones – Ruby Tuesday
    Scisma – Tungsteno
    Soul Asylum – Runaway Train
    The Smiths – The Headmaster Ritual
    The Smashing Pumpkins – Today
    Patti Smith – Gloria
    Counting Crows – Mr Jones
    U2 – Even better than the real thing
    Depeche Mode – Precious
    The Beatles – Good Night

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I Coldplay hanno presentato il loro album live per promuovere il tour europeo.
Si trova nei negozi di dischi? No.
Si trova su iTunes? No.
Basta andare qui, inserire un indirizzo email (anche falso) e poi ci sarà il link per il download.

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Il disco in se è carino, anche se non impazzite per il gruppo di Chris Martin è comunque ascoltabile, ma è l’operazione ad essere bella in se e utile su molti fronti: invoglia il pubblico ad andare ai concerti (dove il guadagno è molto più alto che sulla vendita), allarga il bacino di ascoltatori (i Coldplay sono schizzati in cima alla classifica di last.fm), migliora l’immagine globale (“ehi, i coldplay sono avanti come i radiohead”).
A un costo probabilmente molto minore rispetto a quello di altri canali di promozione (passaggi in radio/TV, ospitate, adv tradizionale).