Innvilllà

Classico aperitivo estivo ieri sera presoo l’Innvilllà di Via Pegaso a Milano.
La location è splendida: villa, tutta bianca, proprio tra lo stadio di San Siro e l’ippodromo. Tutta la villa e il giardino/cortile sono dedicati al locale, aperto tutto l’anno ma che d’estate diventa davvero uno dei centri dell’aperitivo Milanese.
E’ un locale del Roialto Group e anche qui, come al Milano, la filosofia dell’aperitivo è un po’ diversa dal solito: niente bancone centrale e piattini, ma diversi punti disseminati per il cortile in cui trovare un “piatto” diverso per ogni posto: qui il fish&chips, qui gli spiedini alla griglia, là le omelettes, lì il banco dei formaggi, laggiù le insalate e ancora altro, frutta fresca compresa. Un menù buono, molto ricco e “divertente”, che con la scusa di farti vedere che c’è al banchetto dall’altro lato, smuove molto anche da panche, cuscini e sedie e trasforma l’aperitivo in un itinerante caccia all’assaggio.
I cocktail, 8 euro l’uno, sono buoni e anche abbastanza tosti; il personale (tanto) è gentile e anche qui come negli altri locali del gruppo totalmente del Sud-Est Asiatico (tranne la cassa e la security).
Se si è in più di due necessario assolutamente prenotare, anche se personalmente proprio per il tipo di locale non è il posto in cui organizzerei un aperitivo con amici: per goderselo ci si deve muovere e gironzolare.
Da segnalare, nei bagni, una macchinetta che invece di vendere i soliti fazzoletti o simili vende cose un po’ più simpatiche e, ehm, kinky.
Unica nota negativa: il posteggio davanti al locale ospita un posteggiatore (non so quanto legale) che vorrebbe pure 5 euro. Ecco, non so quanto senso abbia la cosa, oltre ad essere una discreta caduta di stile, visto che dall’altro lato della strada ci sono i posteggi (gratuiti) dello stadio di S. Siro…

Brace Bar

Aperitivo sabato al Brace Bar di Novara, che sta proprio nel centro dell’isola pedonale, di fronte al Teatro Coccia (quello grosso con le colonne, sulla destra).
Preparatevi: è piccolo, affollato, farete fatica a trovare un angolo dove appoggiarvi o farete coda per avere un tavolo fuori, se state dentro prenderete sicuramente un paio di spintoni da chi vuole arrivare al buffet. Ma, fidatevi,sopportate qualche disagio fisico perché ne vale la pena!
Il buffet è massiccio, ma niente assaggini o verdurine, solo sapori decisi e in porzioni abbondanti: salumi (crudo, cotto affumicato, pancetta, schiacciata piccante, salame), formaggi (scamorza, grana, ricotta), fritti (olive ascolane, fritto di mare, anelli di cipolla) ma soprattutto la regina del buffet del Brace! La pizza, fatta alla margherita o bianca col gorgonzola, è proprio buona, fatta con forno a legna, alta, bella condita e panosa: vedrete passare anche diversi cartoni per chi se la porta a casa, si perché oltre alla bolgia dell’aperitivo il Brace continua a fare da pizzeria. Mai però vedrete un vassoio vuoto per più di un minuto, il flusso è continuo e anche voi a un certo punto vi domanderete “ma quanti sono la dietro?” pensando alle cucine…
I cocktail sono in tono: robusti, abbondanti, con la giusta dose di alcool. Il primo giro va a 7 euro, poi si paga solo il bere.
Un posto dove andare a farsi un bell’aperitivo allegro, per iniziare una serata fracassona e riempirsi bene con pizza e salumi.

La ringhiera

Ieri sera aperitivo a La ringhiera, proprio all’inizio di Ripa di porta ticinese, quindi Navigli at their best.
Cominciamo dall’unica nota dolente: è un posto frequentato, molto frequentato, per tutti i buoni motivi che fra poco vedremo. E’ quindi pienissimo e con i tavoli molto vicini, e per molto intendo che sentirete chiaramente quello che si dicono i due di fianco: ieri sera il mio vicino ha preso un due di picche infarcito di tali e tanti luoghi comuni che neanche “Cara ti amo” degli Elio e le storie tese.
Il resto sono solo cose positive: posizione invidiabile, soprattutto se conquistate uno dei tavoli fuori o interni con vista sul Naviglio, buffet sontuoso con salumi, frittini (olive, crocchette), primi caldi e freddi, panini e tramezzini, pizza (buona), qualche verdurina e dolci (gauffres). Un merito anche al fatto che, a parte quelli dove è necessario tipo i fritti, i piatti non sono unti o iperconditi, permettendo quindi anche un happy hour non all’insegna del trigliceride.
I cocktail sono abbondanti e a 7 euro sono assolutamente al giusto prezzo, lo staff è cordiale e sa tenere la sala (due che provavano a fare i furbi occupando spazio sono stati beccati subito). E’ grande, ha anche sala sotterranea, ma tende a riempirsi: arrivare presto aiuta a non fare troppa coda.
Se non è un primo appuntamento, assolutamente un posto dove andare.

Blanco

Provato giovedì sera per aperitivo, sta in fondo a Via Morgagni/Piazzale Lavater.
E’ stato di recente rinnovato, tanto è vero che su Google Street View c’è ancora il vecchio nome (Woman).
Stile che richiama dichiaratamente i ciringuiti delle Baleari (sul loro sito trovate più informazioni su questo, visto che è l’obiettivo dichiarato dei gestori), tutto il locale è in legno bianco, tavoli e sgabelli compresi, luci colorate o effetti video proiettati sulle pareti, musica da disco soft a volume abbastanza alto. C’è anche, per la bella stagione in arrivo, un esterno abbastanza ampio, su una zona verde chiusa al traffico del piazzale. Occhio però che la concentrazione di fumatori è tale che vi sentirete in Turchia…
Cocktail preparato molto bene, i barman sanno decisamente il fatto loro, ma leggerino: il mio Negroni sbagliato sembrava uno spritz… Comunque prezzo onesto a 7 euro.
Scelta controtendenza per il buffet: invece delle abbuffate pantagrueliche Blanco propone piccoli assaggini salati. Questo permette di essere originali, proponendo ad esempio del mantecato di baccalà su crostini di pane al nero di seppia, o il pinzimonio, o le minicrostate di verdura cruda e formaggio fresco (ottima la pasta frolla salata!) o le fettine di piadina squacquerone-rucola-crudo, ma di certo spiazza chi ormai all’aperitivo è abituato a trovare antipasto-tris di primi-secondo-contorno e frutta. Non che non ci si possa riempire, anzi, anche perchè durante la serata le proposte variano, ma sicuramente una proposta diversa. Da segnalare la ripresa della tradizione di accompagnare i cocktail con un piattino di assaggi portato dal cameriere.

Sicuramente un posto da provare, soprattutto ora che arriva la bella stagione, debordando anche in strada o nei prospicienti giardini di via Morgagni e facendo avanti e indietro per i vari e variati rifornimenti dal bancone.

Maya

Locale sopra il Naviglio Pavese (è in via Ascanio Sforza, più naviglio di così…) visitato per un happy hour.
Stile sudamericano, riflesso :

  • nel locale, stile rustico-caraibico con legno e paglia
  • nei cocktail, decisamente caraibici, con rum, tequila e cachaca a fare da protagonisti. Si segnala un “sangre de toro” che ha come ingredienti brodo vegetale, tabasco e rum…
  • nel personale, tutto centramericano e quindi in netto antitrend rispetto al personale di altri locali, quasi tutto asiatico

Il buffet non è male, molto ricco con vari stuzzichini, tre primi di pasta e un po’ di carne come costine alla griglia, pollo o crocchette varie. E’ abbondante e rinfrescato continuamente con nuove portate. Lato negativo: alcuni piatti sono un po’ unti, ma in linea con la filosofia del locale, le cose calde si freddano abbastanza in fretta, manca la frutta. Cocktail e buffet: 8 euro.

Il locale era bello pieno e i tavolini sono un po’ sacrificati, però era sabato sera.
Potrebbe esserci da aspettare qualche minuto per sedersi se si è quattro o più, ma l’attesa è breve (almeno in confronto alle code sempiterne davanti allo Slice Cafè, 50 metri più avanti).