McAngus e Patatine Ricche Hot Cheese

Con un colpevole ritardo (life happens, ma tutto bene) eccomi a scrivere un accurato e dettagliato report del McAngus, panino speciale messo a disposizione da McDonald’s alla fine del mese di Aprile, riproposizione del McAngus dell’anno passato. Ho colto l’occasione di assaggiarlo in abbinata alle Patatine Ricche, nella variante Hot cheese.
Ecco la foto del duo:

Partiamo dal panino: confermo tutto quanto detto l’anno passato, la ricetta lavora bene, la pancetta è piacevole e abbondante e tira fuori bene la nota di carne. È decisamente un panino che al centro mette la carnazza, verdura e salsa sono un corollario e servono solo a sostenere. Piacevole e gradito ritorno.

Le patatine invece… beh, mah, boh.
Un po’ (ma poco) più grandi delle patatine normali, meno croccanti, ma soprattutto “affogate in quella m***a gialla” (cit.).
La salsa non c’entra niente. Ma proprio nulla. Salata, piccante, unta. Non contrasta, non pulisce, non migliora.
Quello che alla vista sembra un cumulo di patatine e salsa senza né capo né coda all’assaggio si conferma tale. Le salse sulle patatine dovrebbero portare contrasto, spingere a inzuppare. Qui invece si fa cerca il pezzo di patatina senza salsa per pulirsi la bocca, che il formaggio piccante fuso ed emulsionato brucia il palato, uccide i sapori, annulla il piacere.
Decisamente un no. Non valgono niente di extra, molto meglio le classiche patatine (o le vertigo) con una salsa scelta bene a parte.

Gran Crispy McBacon

Il Crispy McBacon è uno dei miei panini di riferimento di McDonalds: niente verdura, pancetta croccante, salsa dal gusto forte e caratteristico. Si distingue nettamente dagli altri; diciamo che se non c’è un panino “limited edition” da provare, è la mia scelta di default.
Potevo perdermi il suo ritorno al centro dell’attenzione, promosso al formato “Gran”? Ovviamente no.
Annunciato anche da uno spot TV, il Gran Crispy McBacon è tornato per il solito “periodo limitato” presso i ristoranti McDonald’s.
Ed ecco quindi qui la foto del mio vassoio per una pausa pranzo, dove oltre al panino ci stanno le patatine Vertigo, una Sprite (è Quaresima…) e un rinforzino di alette di pollo piccanti.
Gran Crispy McBacon Menù (e Chicken Wings)
Come si può vedere, la cosa che beneficia di più dell’aumento di formato è la pancetta: contrariamente al solito, qui le stecche di bacon fuoriescono dal panino, ma sono sempre croccanti, gustose e si confermano l’elemento che definisce il panino, di nome e di fatto.
Il resto segue la formula classica: pane da hamburgher, pancetta, hamburgher, formaggio, salsa speciale e chiusura con pane da hamburgher ai semi di sesamo.

È meglio del normale? Davvero, anche in questo caso, “bigger is better”?
Non lo so. E mi spiego meglio: se è vero che il gusto è lo stesso, che la combinazione vincente si conferma, che i pezzi più grossi di pancetta croccante sono ancora più croccanti e presenti del solito, l’aumento di dimensioni fa anche avvertire di più l’assenza di verdura. E su un panino così grosso non avere un ingrediente umido, che alleggerisca la porzione, che stemperi il gusto, diventa quasi controproducente. A volte si arriva alla fine del boccone con la bocca secca, con il desiderio di bere. E ciò è male, ed è probabilmente dovuto al fatto che il formato standard permette un miglior equilibrio tra pane e carne (ingredienti asciutti) e salsa (ingrediente che bagna).
Capisco benissimo la scelta di mantenere l’identità del panino, senza aggiungere nulla di nuovo, ma capisco anche se, al di fuori dei suoi cultori, non dovesse avere il successo sperato.
Prezzo in linea con la media (il vassoio qui sopra totalizza 10,20€).

McItaly Chianina, il ritorno.

McDonald’s rilancia il panino di Chianina, che aveva già proposto un anno fa (e di cui avevo parlato qui). Rilancia ma non lo ripropone uguale, fa modifiche, nella forma, nella presentazione e negli ingredienti.

La prima cosa, che si vede anche dalla foto, è l’orrendo sacchettino di carta che sostituisce la classica confezione di cartone. È scomodo, difficile da aprire e ingombra inutilmente. Io capisco che si vorrà risparmiare qualche centesimo, ma la confezione classica in cartone, anche anonima, non dedicata al panino, è 100 volte meglio.
La seconda cosa è per osservatori, ma ce ne si accorge al primo assaggio: la scamorza è stata sostituita con una sorta di salsa al pecorino. O meglio: potrebbe anche benissimo essere pecorino da solo, ma, messo sulla salsa, ci si impasta insieme. La sensazione è che quindi manchi qualcosa, è che si abbia a che fare con pane, hamburgher, salsa e insalata, senza la presenza, utile al palato, di un altro condimento.

Il panino conferma invece gli standard dei panini speciali di quest tipo: massiccio e carnoso, è indubbiamente il protagonista del panino, anche perché come detto non è che ci siano altre alternative. Forse rispetto al vecchio è stata ridotta un po’ la grammatura, oppure è aumentata la mia fame.

Gustato insieme a una Moretti (normale, non regionale, il Mc dove sono andato non le aveva), le patate Vertigo (sempre buone) e uno scartoccino di olive all’ascolana (discrete, quelle che ho mangiato domenica alla fiera di S. Martino erano grandi e buone il doppio) che peraltro aiutano i terremotati (1 euro donato per ogni porzione venduta).
Totale 11 euro e moneta, per altri panini speciali li ho spesi più volentieri, qui la rivisitazione non ha centrato completamente l’obiettivo.

Angry Whopper

Consumato un lunedì di ponte, dopo una mattinata in ufficio (shit happens).
Questo Angry Whopper è stato preso nel menù minimo a 7 euro di Burger King, perchè dopo dovevo andar a tagliarmi i capelli e non volevo troppa roba, mica mi rimanesse sullo stomaco.
Panino tradizionale nella sua costruzione: dal basso abbiamo, pane, polpetta di carne, formaggio, salsa, verdure, pane.
Come sempre il Whopper è discretamente e piacevolmente ricco di verdure (attenzione, non solo i classici pomodoro e insalata, ma anche le cipolle) ma la differenza questa volta la fanno i peperoncini Jalapeno. Che si sentono, e molto bene, e caratterizzano il panino nettamente.

La piccantezza è come sempre una cosa molto soggettiva: per quelli come me che la considerano positiva, sarà una caratteristica che migliorerà e di molto la gradevolezza del panino. Per gli altri, girare al largo, non è cosa per voi, state sul Whopper normale (che ha sempre il suo perchè).

McCharolais

McDonald’s prosegue il trend delle carni dal mondo, dopo lo scorso McAngus, andando questa volta in Francia per proporre il McCharolais, caratterizzato appunto dalla carne della nota razza bovina transalpina.

Foto Panino McCharolais
Con patatina finissima per scala

Il panino è servito nel formato “rettangolare” ed è di discrete dimensioni, più grande quindi dei normali panini speciali.
È così costituito, partendo dal fondo:
– Pane, del tipo “finto normale” con farinetta sopra
– bacon, poco affumicato ma croccante
– polpetta di carne, abbondante, abbastanza alta e molto umida
– formaggio, abbondante, probabilmente con una quota di Gruviera o simili.
– pomodoro a fette (fresco, buono, si vede che è di stagione)
– salsa (c’era della senape, ma abbastanza indistinta)
– pane (farinetta anche qui)

Come è? Buono, ma non eccelso. Si ispira a sua maestà il Crispy McBacon, ma il pomodoro e l’abbondanza di ingredienti ne ammazzano la crispytudine, facendogli perdere la sua principale caratteristica. La carne e l’abbinamento è comunque molto buono, non arriverete di certo alla fine tristi.

Abbinato con patatine Finissime e birretta, costa 9 onesti euro.
Un momento di silenzio invece per la fine della promozione delle carte contactless: ora quando si paga al totem con una carta C-Less non viene più regalato il Sundae.

McAngus Bacon

Contraltare all’ultimo post sull’hamburgher di Eataly, è arrivato in questi giorni il McAngus Bacon da McDonald’s. E io sono andato a provarlo.

McAngus Bacon
McAngus Bacon

Il contrappunto a cui accennavo è che, anche in un panino come questo, che prende il nome dal tipo di carne utilizzato, il fuoco non è solo sulla carne, o meglio, non lo è come da Eataly.
E questa distanza, ancora una volta, non è un bene o un male, ma è una scelta: qui anche un’ottima carne come quella di questo burger deve “lavorare” insieme agli altri ingredienti, alle salse, alla pancetta.

Gli ingredienti sono pane classico da hamburgher, polpetta di carne di Angus (abbondante, discretamente grassa, saporita), insalata, formaggio, pomodoro, pancetta e salsa barbecue.
La pancetta in particolare è molta (più che nel Crispy McBacon) e si fa sentire, aumentando il gusto del panino che è decisamente ricco e vario; l’ennesimo buon panino speciale in edizione limitata di McDonald’s.

Abbinato con le nuove patatine sottili, più croccanti delle normali, e a una Moretti; il classico Sundae, omaggio per chi paga con carta contactless, è stato sostituito con un Donut, causa problemi alla macchina del gelato.
Ottimo prezzo, 9 onestissimi euro.

Hamburger da Eataly

Eataly Milano non è lontano dall’ufficio e un giorno, volendo fare due passi in più per cambiare rispetto ai soliti posti, all’ora di pranzo ci sono passato davanti . “Perché no?” mi son detto e sono entrato.

Mi era già capitato di farci un giro, ma mai di mangiare lì dentro (a differenza di quanto feci a Torino nel 2008).

La prima volta ho mangiato un ottimo polpo alla piastra; buttando l’occhio nei piatti però vidi che anche gli hamburgher erano molto interessanti e mi dissi “la prossima volta sarà quello”. E così, alla prima occasione, l’ho assaggiato e eccomi qui a raccontarlo.

Il panino è questo:

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L’altisonante nome di “Il giotto nel piatto” è un ottimo hamburgher di piemontese de “LaGranda”, servito in maniera molto semplice: pomodoro, insalata, mozzarella e pane ai semi. Niente salse, side di patate.

Come è? Sbarriamo subito il campo, è diverso da McDonald’s: non meglio, non peggio, proprio diverso. Il centro del panino qui è evidentemente la carne, abbondante, gustosa, ben cotta. Il resto, mozzarella compresa, è contorno, supporto, coro: si deve intuire la presenza, deve fare ciò che deve fare, ma guai a farsi notare. Anche la porzione, sebbene dalla foto possa sembrare piccola, è più che sufficiente: la carne e pochi orpelli.

Ed è un panino che funziona: la mancanza di salsa spinge a fare morsi piccoli, per non ingozzarsi, che fanno gustare meglio la carne. È un circolo virtuoso: più si sente il gusto, più si mangia piano. È inoltre un panino onesto: non ci sono sorprese, il gusto all’inizio è lo stesso della fine, non ci sono ingredienti extra da scoprire.
Un hamburgher genuino, sincero, schietto, con la carne al centro. I curiosi del sapore nuovo, del topping, del gusto extra saranno delusi, ma non sono il target del panino.

Segnalazione per le ottime patatine di contorno. Hamburgher, patatine e Pilsner Urquell da 0,3 (e coperto, con ottimo, ulteriore pane) a 14,50 euro. Come in tutte le cose di Eataly, è un po’ più di quelloc he ci si aspetterebbe, ma ci sta.

Don Pep

Don Pep è una catena di hamburger e pizza lanciata di recente. Avevo visto le pubblicità in giro, delle affissioni mi pare, ma fino ad ora non avevo ancora avuto occasione di provarla. Grazie a una pausa pranzo itinerante, sono riuscito ad andare al ristorante del multisala Cinelandia di Cantù con un mio collega. E ovviamente non posso non raccontarvi come è andata.
Arriviamo, ordiniamo da un menù abbastanza ampio (circa 10 burger e un po’ di wrap, più le pizze) e ci viene dato il famoso buzzer ovvero una specie di disco volante che suona quando l’ordine è pronto.
I panini sono fatti a comanda, quindi è normale attendere come noi anche un quarto d’ora prima che il disco suoni e si possa andare al banco a ritirare il menù scelto.

Foto del panino.
Italia Burger, con patatine, salsa e birra.

Io ho preso un Italia Burger ovvero pane, hamburgher, pancetta e mozzarella; il mio collega ha invece preso un Luxury Burger con pane, hamburger, formaggio, salsa speciale, pancetta, insalata e pomodori. Entrambi gli hamburger erano molto buoni con il panino croccantefuori e morbido dentro, ben lievitato e la cottura dell’hamburger fatta veramente molto bene: ben grigliato fuori e rosa chiaro dentro, sugoso e saporito (e sicuro dal punto di vista igienico, deviazione professionale).
Anche le patatine e la salsa che le accompagna erano molto buone, evidentemente appena cotte.
Se consideriamo che il menu con hamburger, patatine, birra piccola e caffè è costato 8 euro e 90, i prezzi alla fine sono quasi concorrenziali con McDonald’s; da loro avrei comunque speso 7 euro e 50 o 8. La qualità però è decisamente superiore e, se riuscite a trovare uno dei purtroppo ancora pochi ristoranti, è sicuramente un posto dove mangiare un ottimo hamburgher in tutte le occasioni.