Retrogaming e Kodi con il Chromebox

Un paio di anni fa ho acquistato un Chromebox, come raccontato qui.

Mi ha sempre servito bene in questi anni, soprattutto per il lato streaming via web, tutte le cose scritte là sono rimaste vere.
Ci sarebbe la possibilità di installare le app Android, ma il mio modello non l’ha mai ricevuta ufficialmente e comunque è un mezzo disastro (nel senso che funziona poco e male, e le app sono comunque disegnate per gli schermi touch e non per le tv).

Negli ultimi mesi però mi sono messo in testa di provare ad andare oltre. Volevo provare due cose: Kodi e Retroarch (di cui parlai qui) ma stavolta sulla tv grande 🙂

Ho provato con un box android, uno Scishion V88, ma, sebbene ottimo per Kodi, aveva un difetto fondamentale, di cui, pirla io, mi sono accorto solo dopo la spedizione: niente Bluetooth, ergo il mio fido 8bitDo SFC30 non andava bene.

Crouton idem, è un accrocchio. Mi serviva qualcosa di più radicale.

Mi sono quindi messo di buzzo buono a cercare alternative. Dopo aver quasi ceduto all’acquisto di un mini PC windows tipo il Vorke V1, ho scoperto che l’alternativa ce l’avevo già in casa: il Chromebox si può aprire come una mela e installargli sopra una bella distro Linux, su cui poi far girare quello che si vuole, Kodi e RetroArch compresi.

Sono partito dalla pagina dedicata ai Chromebox della wiki di Kodi, che dettaglia la procedura. Io ho scelto di installare GalliumOS, una derivativa di Ubuntu “adattata” per i Chromebook/Box. Ho fatto alcuni tentativi anche con LibreELEC, che dovrebbe integrare tutto, ma è ancora in fase troppo instabile per i miei gusti.

Con GalliumOS invece si va bene: l’installazione è facile e veloce, la guida è a prova di stupido e se si ha un minimo di esperienza Ubuntu in mezz’oretta si ha il sistema base pronto. Ci sono alcuni bug minori, ma niente di sconvolgente.
Configurare bene Kodi e RetroArch richiede invece un po’ di tempo in più: sono software complessi e in sviluppo, per capirli bisogna leggere un pò di cose e soprattutto non aver paura di addentrarsi in forum strani.
Però ora funzionano tutti e due e posso vedermi un sacco di cose in streaming (Youtube, Twitch, ma anche Dplay per la signora) tutto con un solo telecomando e in 1080p ma anche giocare a Super Mario Bros (e scoprire che non ho più i riflessi di un 15enne).

Alcune cose che ho scoperto, magari non immediate a tutti:
* quando collegate alla tv aggeggi di questo tipo, ricordarsi di mettere la tv in “modalità gioco”: in questo modo si bypassano tutte le operazioni di interpolazione e correzione della tv, che in questo caso sono dannose per due motivi: sono inutili (potete farle molto più finemente sul box) e aumentano il lag (ovvero il tempo tra il comando e la sua visualizzazione a schermo) cosa che per l’emulazione è il male!
* Internet Archive ha una splendida collezione completa di ROMS per tutti i sistemi degli anni 80 e 90 che funziona perfettamente con RetroArch. Regalatevi una SD da 128 GB e siate felici.
* ChromeOS rimane comunqe disponibile “affianco” a GalliumOS per tutti i bisogni e tornare indietro al solo ChromeOS è facile letteralmente come inserire una chiavetta USB di ripristino di ChromeOS che si fa da qualunque PC

Backup? Si, grazie!

E’ comparso l’altro giorno nel mio feed di Twitter questo twit di aswife/Chiara:

“ritrovo e sottoscrivo appieno “Il mondo informatico si divide in due: chi ha già perso i propri dati e chi li perderà”.”

Ed è vero: anch’io ho perso i miei dati. Era il 1991, dovendo svuotare un dischetto, diedi il comando “del *.*”.
Pensavo di essere su A:, ero su C:.
All’epoca, da undicenne, non ero molto ordinato, e le mie ricerche delle scuole medie stavano comode comode in C:\. Tutte. Sopravvisse solo qualche copia cartacea, stampata su comodi fogli continui a righe banche e azzurre.
Da allora ho apprezzato i piaceri dell’Arj (anche splittato su diversi floppy), il brivido del primo masterizzatore, la comodità delle chiavette (dopo aver installato i driver), tutto per non provare mai più quella sensazione di perdita.
Oggi, nel 2010, il mio sistema di backup è aggiornato così:
* Casa:
Hardware coinvolto: Pc fisso (Linux), disco esterno USB (ora da 1 TB), connessione internet.
Come funziona: Il pc fisso è il centro principale: i dati aggiornati stanno lì e da lì vengono mossi con frequenze diverse a seconda dell’importanza (più importanti sono più spesso vengono aggiornati).
I Documenti (curriculum, lettere di presentazione, testi vari scritti) sono in una cartella speciale, detta Dropbox dal nome del servizio che utilizzo. Tutti i documenti sono copiati in automatico in uno spazio online sicuro, che sul pc fisso e sul portatile vedo come cartella e a cui comunque posso accedere da qualsiasi pc connesso a internet (e anche da cellulare). Ovviamente le modifiche sono pluridirezionali: salvo un file sul portatile e al prossimo accesso dal fisso lo troverò già li pronto ad aspettarmi.
La cosa ancora più bella è che Dropbox mantiene pure tutte le versioni precedenti dei documenti, ergo se per qualche motivo un file attuale diventa illeggibile/danneggiato/corrotto posso recuperare una versione precedente.
Le cartelle “Musica” e “Immagini” sono clonate sul disco esterno quando vengono modificate (compro nuova musica da iTunes o Dada, carico nuove foto) con uno script di 2 righe due che utilizza rsync.
Mensilmente ( o comunque a ogni aggiornamento significativo del sistema) un altro scriptino di poche righe copia tutti i file di configurazione di sistema sul disco esterno.
* Lavoro
Qui devo usare Windows e sebbene esista un disco di rete su cui salvare che dovrebbe essere sottoposto a backup quotidiano, io sono paranoico e procedo così.
Tutti i documenti vengono creati nella cartella Documenti del mio profilo. Da lì, quotidianamente, vengono sincronizzati tramite un Attività pianificata e il simpaticissimo Powertoy “SyncToy” con 2 cartelle: una sul suddetto disco di rete e una su una penna USB (fornita dall’azienda proprio a scopo backup).
Anche qui la cosa comoda è che la sincronia è bidirezionale, quindi quando vado in trasferta e magari modifico qualche file sulla chiavetta, basta ricollegarla e eseguire il programmino per trovare i dati perfettamente in ordine.

Tumblr

E’ nato Venerdì, in un momento di crisi da astinenza nerd, “Gourmet meat cuts”, ovvero il mio tumblr.
Un tumblr è, per chi non lo sapesse, una specie di “blocco note” via web. Basta selezionare il testo/immagine/video che si vuole condividere, tasto dx, scegliere Share e finisce appunto nel blocconote.
E’ molto comodo per quelle piccole segnalazioni di articoli, passaggi di testo, foto che spesso si commentano con battute o osservazioni “al volo”. Quelle cose per cui farci un post è troppo e lasciarle passare in silenzio è peccato.
Ovviamente, già aggregato a Friendfeed e inserito nel “dove trovarmi” lì a destra.

Achievements

Il Primo Aprile Slashdot lancia gli “Achievements”. Come su Xbox360, facendo particolari cose si ottengono dei punti. Non è niente di più che la versione geek di “Chi ce l’ha più lungo”, ma è divertente.
Posto un commento cazzeggioso, niente di più che un meme modificato per l’occasione.
Prendo qualche modpoint.
Ma, dopo un po’, al mio commento risponde CmdrTaco, il fondatore di Slashdot, UID 1.
Come se compraste un Mac e venisse a casa vostra a consegnarvelo Steve Jobs.
Questo si che è un achievement!