Grand Big Mac

Mc Donald’s a questo giro prova un nuovo trick: invece che proporre una nuova ricetta, propone il suo panino classico, il Big Mac, in tre dimensioni diverse. Al tradizionale affianca infatti un panino più piccolo, il Junior, e uno più grande, il Grand Big Mac. E non potevo perdere l’occasione di provarlo.

Lo dico subito, parto con un preconcetto: non sono un fan del Big Mac normale. Lo trovo troppo democristiano: non ha caratteristiche spinte, è un panino con un po’ di dolce, un po’ di acido, un po’ di salato e un po’ di amaro, che mira a piacere a tutti ma che non fa innamorare nessuno.

Menù Grand Big Mac

Qui sopra potete vedere la configurazione di assaggio: Grand Bic Mac McMenù, con birra, patatine normali e alette di pollo di rinforzo. Molto tradizionale.

Il Grand Big Mac è fatto esattamente come il Big mac: partendo dal fondo abbiamo pane da hamburgher, lattuga e cipolla, formaggio, hamburgher, salsa, pane da hamburgher, lattuga e cipolla, formaggio, hamburgher, salsa, pane da hamburgher.
Sono 11 strati. Sono tanti, anche perché la scelta di aumentare la dimensione degli strati, senza variarne l’ordine o inserire supporti, porta durante il consumo a una sorta di “collasso strutturale” dalle conseguenze antipatiche.

Close up del panino

Come potete vedere dalla foto, infatti, già fin da subito formaggio e salsa dello strato inferiore protrudono fuori dal panino, schiacciati dal peso degli strati superiori.
Aggiungeteci lo smanacciamento tipico che si realizza portandolo alla bocca e dopo tre quattro bocconi vi ritroverete con le mani coperte di salsa e formaggio.
Non male per gli appassionati, ma occasionalmente fasitidioso.

Il gusto invece è quello del Big Mac tradizionale, con il melange di gusti sopra descritto più o meno sempre presente; quello che qui cambia è che, essendo più grossi gli strati, i bocconi sono meno omogenei e in alcuni casi si può avvertire l’eccesso di questo o quell’ingrediente, trovandosi quindi con un boccone un po’ asciutto, grazie all’abbondanza di carne, o viceversa con uno di sola salsa e verdure.

Capirete quindi dai quanto scritto che, anche togliendo dall’equazione il mio tiepido affetto iniziale per il panino, ci troviamo di fronte a un prodotto che qualche problemino ce l’ha. Anche in questo caso, come nel Gran Crispy McBacon di aprile, “bigger is not better“.
Aspetto fiducioso il prossimo panino speciale, sperando non sia un’altra edizione maxi.

McAngus e Patatine Ricche Hot Cheese

Con un colpevole ritardo (life happens, ma tutto bene) eccomi a scrivere un accurato e dettagliato report del McAngus, panino speciale messo a disposizione da McDonald’s alla fine del mese di Aprile, riproposizione del McAngus dell’anno passato. Ho colto l’occasione di assaggiarlo in abbinata alle Patatine Ricche, nella variante Hot cheese.
Ecco la foto del duo:

Partiamo dal panino: confermo tutto quanto detto l’anno passato, la ricetta lavora bene, la pancetta è piacevole e abbondante e tira fuori bene la nota di carne. È decisamente un panino che al centro mette la carnazza, verdura e salsa sono un corollario e servono solo a sostenere. Piacevole e gradito ritorno.

Le patatine invece… beh, mah, boh.
Un po’ (ma poco) più grandi delle patatine normali, meno croccanti, ma soprattutto “affogate in quella m***a gialla” (cit.).
La salsa non c’entra niente. Ma proprio nulla. Salata, piccante, unta. Non contrasta, non pulisce, non migliora.
Quello che alla vista sembra un cumulo di patatine e salsa senza né capo né coda all’assaggio si conferma tale. Le salse sulle patatine dovrebbero portare contrasto, spingere a inzuppare. Qui invece si fa cerca il pezzo di patatina senza salsa per pulirsi la bocca, che il formaggio piccante fuso ed emulsionato brucia il palato, uccide i sapori, annulla il piacere.
Decisamente un no. Non valgono niente di extra, molto meglio le classiche patatine (o le vertigo) con una salsa scelta bene a parte.

Gran Crispy McBacon

Il Crispy McBacon è uno dei miei panini di riferimento di McDonalds: niente verdura, pancetta croccante, salsa dal gusto forte e caratteristico. Si distingue nettamente dagli altri; diciamo che se non c’è un panino “limited edition” da provare, è la mia scelta di default.
Potevo perdermi il suo ritorno al centro dell’attenzione, promosso al formato “Gran”? Ovviamente no.
Annunciato anche da uno spot TV, il Gran Crispy McBacon è tornato per il solito “periodo limitato” presso i ristoranti McDonald’s.
Ed ecco quindi qui la foto del mio vassoio per una pausa pranzo, dove oltre al panino ci stanno le patatine Vertigo, una Sprite (è Quaresima…) e un rinforzino di alette di pollo piccanti.
Gran Crispy McBacon Menù (e Chicken Wings)
Come si può vedere, la cosa che beneficia di più dell’aumento di formato è la pancetta: contrariamente al solito, qui le stecche di bacon fuoriescono dal panino, ma sono sempre croccanti, gustose e si confermano l’elemento che definisce il panino, di nome e di fatto.
Il resto segue la formula classica: pane da hamburgher, pancetta, hamburgher, formaggio, salsa speciale e chiusura con pane da hamburgher ai semi di sesamo.

È meglio del normale? Davvero, anche in questo caso, “bigger is better”?
Non lo so. E mi spiego meglio: se è vero che il gusto è lo stesso, che la combinazione vincente si conferma, che i pezzi più grossi di pancetta croccante sono ancora più croccanti e presenti del solito, l’aumento di dimensioni fa anche avvertire di più l’assenza di verdura. E su un panino così grosso non avere un ingrediente umido, che alleggerisca la porzione, che stemperi il gusto, diventa quasi controproducente. A volte si arriva alla fine del boccone con la bocca secca, con il desiderio di bere. E ciò è male, ed è probabilmente dovuto al fatto che il formato standard permette un miglior equilibrio tra pane e carne (ingredienti asciutti) e salsa (ingrediente che bagna).
Capisco benissimo la scelta di mantenere l’identità del panino, senza aggiungere nulla di nuovo, ma capisco anche se, al di fuori dei suoi cultori, non dovesse avere il successo sperato.
Prezzo in linea con la media (il vassoio qui sopra totalizza 10,20€).

McDonald’s My Signature

Nelle vacanze di Natale, ho avuto modo di provare presso il McDonald’s di Magenta il “My Signature”, una nuova proposta della catena di fast food. A quanto ho capito, è una promozione sperimentale che fanno solo alcuni ristoranti, anche perchè, come potrete leggere, è qualcosa di abbastanza innovativo per i ristoranti di Fast food.
Sostanzialmente con il My Signature Mc Donald’s offre la possibilità di “costruirsi” il proprio panino, partendo da tre basi (tradizionale, gourmet e pollo) e proponendo una proposta base, che può poi essere modificata togliendo ingredienti già presenti o aggiungendone altri da una lista. È un grosso cambiamento per un’azienda che ha sempre mirato alla standardizzazione massima, per limare ogni secondo possibile ai tempi di servizio, e all’analisi storica degli ordini, per poter prevedere al minuto cosa e quanto verrà ordinato per non essere mai corti e non dover buttar via nulla.
Ed è un cambiamento che funziona abbastanza bene.
Ordinando da totem interattivo, io ho scelto il McDonald’s My Signature Gourmet come base, togliendo la scamorza affumicata e aggiungendo lo speck croccante e 2 porzioni di Parmigiano Reggiano, che si sono sommate all’hamburgher, all’insalata, ai pomodori, al pesto rosso e al pane “artigianale” proposto come standard. Qui sotto il risultato:
McDonald's My Signature
Come è andato l’esperimento? Benino, e poteva andare meglio se non avessi “esagerato” con le due fette di Parmigiano Reggiano, che hanno un po’sbilanciato il panino, visto che hanno coperto gli altri gusti. Sembra che effettivamente azzeccare la formulazione dei panini non sia così semplice come immaginavo 🙂
Ottimo invece lo speck, che “ingrassa” leggermente l’hamburgher, che è di generose dimensioni e un filo asciutto.
Avrei apprezzato nella personalizzazione qualche scelta in più sulla parte salse: per il mio panino era proposto solamente il pesto di pomodori secchi, mente avrei apprezzato qualche salsa un po’più salsosa per renderlo più masticabile.
Erano previste invece, ma non disponibili al momento, le cipolle croccanti, che avrei volentieri aggiunto.
Consumato abbinato con le patate Vertigo e una birra bianca di Moretti, parte di una serie speciale.
Viste le dimensioni, non c’è stato bisogno di nessun “rinforzino” (cit.) di alette di pollo o simili; il panino e le patatine saziano.

Da ripetere? Assolutamente, il panino e il “gioco”di personalizzarlo lo meritano, anche se si viene un po’ a perdere la classica esperienza McDonald’s e ci si sposta un po’verso l’hamburgheria fighetta. Contribuisce a questo anche il costo: con la birra e gli ingredienti aggiuntivi, sono arrivato a 12 euro di conto, un bel po’in più rispetto ai soliti standard anche per i panini speciali (McLobster a parte). Ma la voglia di provare e personalizzare anche le altre due “basi” c’è e verrà soddisfatta.

McItaly Chianina, il ritorno.

McDonald’s rilancia il panino di Chianina, che aveva già proposto un anno fa (e di cui avevo parlato qui). Rilancia ma non lo ripropone uguale, fa modifiche, nella forma, nella presentazione e negli ingredienti.

La prima cosa, che si vede anche dalla foto, è l’orrendo sacchettino di carta che sostituisce la classica confezione di cartone. È scomodo, difficile da aprire e ingombra inutilmente. Io capisco che si vorrà risparmiare qualche centesimo, ma la confezione classica in cartone, anche anonima, non dedicata al panino, è 100 volte meglio.
La seconda cosa è per osservatori, ma ce ne si accorge al primo assaggio: la scamorza è stata sostituita con una sorta di salsa al pecorino. O meglio: potrebbe anche benissimo essere pecorino da solo, ma, messo sulla salsa, ci si impasta insieme. La sensazione è che quindi manchi qualcosa, è che si abbia a che fare con pane, hamburgher, salsa e insalata, senza la presenza, utile al palato, di un altro condimento.

Il panino conferma invece gli standard dei panini speciali di quest tipo: massiccio e carnoso, è indubbiamente il protagonista del panino, anche perché come detto non è che ci siano altre alternative. Forse rispetto al vecchio è stata ridotta un po’ la grammatura, oppure è aumentata la mia fame.

Gustato insieme a una Moretti (normale, non regionale, il Mc dove sono andato non le aveva), le patate Vertigo (sempre buone) e uno scartoccino di olive all’ascolana (discrete, quelle che ho mangiato domenica alla fiera di S. Martino erano grandi e buone il doppio) che peraltro aiutano i terremotati (1 euro donato per ogni porzione venduta).
Totale 11 euro e moneta, per altri panini speciali li ho spesi più volentieri, qui la rivisitazione non ha centrato completamente l’obiettivo.

Angry Whopper

Consumato un lunedì di ponte, dopo una mattinata in ufficio (shit happens).
Questo Angry Whopper è stato preso nel menù minimo a 7 euro di Burger King, perchè dopo dovevo andar a tagliarmi i capelli e non volevo troppa roba, mica mi rimanesse sullo stomaco.
Panino tradizionale nella sua costruzione: dal basso abbiamo, pane, polpetta di carne, formaggio, salsa, verdure, pane.
Come sempre il Whopper è discretamente e piacevolmente ricco di verdure (attenzione, non solo i classici pomodoro e insalata, ma anche le cipolle) ma la differenza questa volta la fanno i peperoncini Jalapeno. Che si sentono, e molto bene, e caratterizzano il panino nettamente.

La piccantezza è come sempre una cosa molto soggettiva: per quelli come me che la considerano positiva, sarà una caratteristica che migliorerà e di molto la gradevolezza del panino. Per gli altri, girare al largo, non è cosa per voi, state sul Whopper normale (che ha sempre il suo perchè).

McCharolais

McDonald’s prosegue il trend delle carni dal mondo, dopo lo scorso McAngus, andando questa volta in Francia per proporre il McCharolais, caratterizzato appunto dalla carne della nota razza bovina transalpina.

Foto Panino McCharolais
Con patatina finissima per scala

Il panino è servito nel formato “rettangolare” ed è di discrete dimensioni, più grande quindi dei normali panini speciali.
È così costituito, partendo dal fondo:
– Pane, del tipo “finto normale” con farinetta sopra
– bacon, poco affumicato ma croccante
– polpetta di carne, abbondante, abbastanza alta e molto umida
– formaggio, abbondante, probabilmente con una quota di Gruviera o simili.
– pomodoro a fette (fresco, buono, si vede che è di stagione)
– salsa (c’era della senape, ma abbastanza indistinta)
– pane (farinetta anche qui)

Come è? Buono, ma non eccelso. Si ispira a sua maestà il Crispy McBacon, ma il pomodoro e l’abbondanza di ingredienti ne ammazzano la crispytudine, facendogli perdere la sua principale caratteristica. La carne e l’abbinamento è comunque molto buono, non arriverete di certo alla fine tristi.

Abbinato con patatine Finissime e birretta, costa 9 onesti euro.
Un momento di silenzio invece per la fine della promozione delle carte contactless: ora quando si paga al totem con una carta C-Less non viene più regalato il Sundae.

McAngus Bacon

Contraltare all’ultimo post sull’hamburgher di Eataly, è arrivato in questi giorni il McAngus Bacon da McDonald’s. E io sono andato a provarlo.

McAngus Bacon
McAngus Bacon

Il contrappunto a cui accennavo è che, anche in un panino come questo, che prende il nome dal tipo di carne utilizzato, il fuoco non è solo sulla carne, o meglio, non lo è come da Eataly.
E questa distanza, ancora una volta, non è un bene o un male, ma è una scelta: qui anche un’ottima carne come quella di questo burger deve “lavorare” insieme agli altri ingredienti, alle salse, alla pancetta.

Gli ingredienti sono pane classico da hamburgher, polpetta di carne di Angus (abbondante, discretamente grassa, saporita), insalata, formaggio, pomodoro, pancetta e salsa barbecue.
La pancetta in particolare è molta (più che nel Crispy McBacon) e si fa sentire, aumentando il gusto del panino che è decisamente ricco e vario; l’ennesimo buon panino speciale in edizione limitata di McDonald’s.

Abbinato con le nuove patatine sottili, più croccanti delle normali, e a una Moretti; il classico Sundae, omaggio per chi paga con carta contactless, è stato sostituito con un Donut, causa problemi alla macchina del gelato.
Ottimo prezzo, 9 onestissimi euro.

Hamburger da Eataly

Eataly Milano non è lontano dall’ufficio e un giorno, volendo fare due passi in più per cambiare rispetto ai soliti posti, all’ora di pranzo ci sono passato davanti . “Perché no?” mi son detto e sono entrato.

Mi era già capitato di farci un giro, ma mai di mangiare lì dentro (a differenza di quanto feci a Torino nel 2008).

La prima volta ho mangiato un ottimo polpo alla piastra; buttando l’occhio nei piatti però vidi che anche gli hamburgher erano molto interessanti e mi dissi “la prossima volta sarà quello”. E così, alla prima occasione, l’ho assaggiato e eccomi qui a raccontarlo.

Il panino è questo:

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L’altisonante nome di “Il giotto nel piatto” è un ottimo hamburgher di piemontese de “LaGranda”, servito in maniera molto semplice: pomodoro, insalata, mozzarella e pane ai semi. Niente salse, side di patate.

Come è? Sbarriamo subito il campo, è diverso da McDonald’s: non meglio, non peggio, proprio diverso. Il centro del panino qui è evidentemente la carne, abbondante, gustosa, ben cotta. Il resto, mozzarella compresa, è contorno, supporto, coro: si deve intuire la presenza, deve fare ciò che deve fare, ma guai a farsi notare. Anche la porzione, sebbene dalla foto possa sembrare piccola, è più che sufficiente: la carne e pochi orpelli.

Ed è un panino che funziona: la mancanza di salsa spinge a fare morsi piccoli, per non ingozzarsi, che fanno gustare meglio la carne. È un circolo virtuoso: più si sente il gusto, più si mangia piano. È inoltre un panino onesto: non ci sono sorprese, il gusto all’inizio è lo stesso della fine, non ci sono ingredienti extra da scoprire.
Un hamburgher genuino, sincero, schietto, con la carne al centro. I curiosi del sapore nuovo, del topping, del gusto extra saranno delusi, ma non sono il target del panino.

Segnalazione per le ottime patatine di contorno. Hamburgher, patatine e Pilsner Urquell da 0,3 (e coperto, con ottimo, ulteriore pane) a 14,50 euro. Come in tutte le cose di Eataly, è un po’ più di quelloc he ci si aspetterebbe, ma ci sta.