Non disperate…

A breve le recensioni verranno ordinate e raccolte in pagina a parte… E’ che non ho voglia… Sono un fancazzista nato 🙂

Universita’ della birra

Venerdi’ sera fuori a cena presso l’ Universita’ della birra. E’ un locale che di giorno serve da scuola per gestori di pub e la sera si trasforma in pub, gestito dagli studenti (e da uno staff fisso).
Presenti dedioste, Faf, Sara, Premolusque, Pelle, Lo, Ari, Tia. Si attendono nuove dagli altri sul loro venerdi’ sera.
Il locale offre un’ ottima cantina di birre (ampissima, ci si trova tutto quello che si puo’ desiderare) e una cucina “sperimentale”, che rinnova il suo menu’ una volta al mese, seguendo la stagione, le tradizioni e le idee dello staff.
Ieri sera abbiamo assaggiato:
-Tagliere del cacciatore: Pregevole nella varieta’, forse limitato nella quantita’. Tagliere con salumi di cinghiale, carne salata, petto di pollo conservato con erbe e altri salumi. In piu’ tagli di formaggio di capra e gorgonzola
-Pate’ di cervo: Porzione assolutamente abbondante (due fette per oltre 200 g.). In realta’ e’ una terrina di cervo, molto buona anche se forse servita eccessivamente fredda. Presentata con crostini e una deliziosa marmellata di cipolle, ottimo accompagnamento.
-Crostone misto: Pane abbrustolito con tre salse: formaggio e peperoncino (forse troppo piccante), composta di melanzane e composta di radicchio. Queste sono deliziose, ma selettive (non a tutti possono piacere)
-Gnocchi Speck e Noci: bella idea, chi li ha assaggiati ha detto che erano buoni. Anche qui porzione medio-abbondante
-Stinco di maiale alla birra: Ci si potrebbe tornare solo per questo. Servito con patate, chi lo ha preso ha detto che era molto buono. E’ un piatto simbolo del locale, presenza fissa nel menu’.
-Polenta taragna e salsicce: abbondante piatto di polenta taragna, con burro e formaggio (fontina?) assolutamente non lesinati. Molto buono, forse l’unico difetto era una salsiccia troppo magra, che andava “unta” nella polenta ( o forse era proprio l’idea del piatto?)
-Dolci: panne cotte e torte… Io ero pieno e non ho preso niente, ma nulla di eccezionale (a parte la panna, molto “piena”)

Sul bere il locale merita note a parte: sicuramente la cameriera ha saput scegliere la birra giusta per ogni piatto, consigliando birre giuste, senza rincorrere il prezzo alto o l’etichetta strana. Sull’entree e’ stata scelta una Afflingen Blonde, di medio tenore alcolico ma pronta a lavare il grasso della carne. Sul piatto principale ci siamo divisi: ce’e chi ha proseguito con Afflingen nella variante Noel, piu’ corposa e gradevole anche per chi la birra la schifa (vero, Faf? 🙂 ), mentre i temeriari si sono lanciati in abbinamenti molto diversi: Tia sullo stinco ha bevuto una Monschof’s Bock, molto corposa e adatta a sostenere il piatto, stessa scelta di sostegno per Premolusque con una Chimay Blanche sulla polenta. Io ho cambiato approccio, andando su una lager con la polenta, per tagliare il grasso non con l’alcol ma con la nota secca tipica della bassa fermentazione.

Costi: tutto sommato accettabile, 22,5 euro a testa, includendo anche servizio e fine pasto (limoncelli, amari, grappini).
Una piacevole conferma! Ci torneremo prenotando con anticipo (e chiedendo alcuni piatti particolari che vengono fatti solo su prenotazione)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Prima recensione di locale di Paolo. Ovvero quello che il resto della compagnia ha fatto sabato sera (io non sono uscito).

Siamo andati dal panzone: io Marco e Ari abbiamo preso una bottiglia di Vermentino (12 euro), Sara e Loh un moscato (15 euro), Premolusque e Mattia un Dolcetto (mi pare 12 euro). Gionni è uscito dal coro con una Heineken media (aveva chiesto una Vikse Vitte che, pur essendo segnata sulla lista, non sarà presente fino a marzo).
Note:
– solito (a mio parere) inutile rito dell’assaggio del vino
– il panzone è un gran camerata: dopo i soliti dischi di De Gregori e
Celentano (li ho giĂ  sentiti piĂą volte al Divino), è stato diffuso l’Inno
d’Italia, con tutte le strofe!!!
– il locale era bello pieno (e molto fumoso)
– cameriera biondina con pancino e culo spettacolo (non quella riccia non
tanto carina, una che non avevo mai visto)

L’arte e il bello

Ho girato, per un regalo non natalizio, un paio di negozi di quadri (chiamarle “gallerie” mi pare eccessivo).
In uno l’unico pezzo che avrei comprato per me, lo giuro, era la collezione delle cornici disponibili: molto bella, in una tela 140 X 100 erano presenti, appese con gancino da quadro a chidi infilati nella tela, sezioni ordinate, precise, geometriche. Un bel concetto di autopsia del quadro.
Sul resto dei soggetti stendo un velo pietoso: un ulteriore rigurgito di fiumiciattoli, ridenti paesini e scene di caccia, tutte quante “vorrei essere una foto ma non posso”, mi farebbe del male.
Nell’altro qualcosa si salvava, quasi affogato anche lì tra paesaggi e affini.

O.K Corral Saloon

La serata di sabato comincia a casa del Mazzu, presenti io, Paolo, la Faffy, Chiosky e ovviamente il padrone di casa mit sorella. Dopo un venerdi’ sera passato all’insegna della romanita’ e un infruttuosa ricerca della coda da farsi alla vaccinara, si rimane a Roma con ambiente e frasi a tono e carbonara per tutti. Vino “de li castelli” e aggiunte di cacio e spianata (che era calabra, ma tant’e’…)
Arrivano dopo cena gli altri (Sara, Premolusque, Loh, Pelle), a cui si aggiunge verso le 10 il maggiore Cava.
Si parte quindi alla volta del Full Stop Pub di Cassano, ma all’arrivo ci viene comunicato che per 10 non c’e’ posto; si decide subito di andare li vicino, all’ O.K. Corral Saloon.
Per dieci c’e’ posto, e allora si va…

Il locale ha una nuova gestione da circa 6 mesi, ma rispetto alla vecchia le cose non sono cambiate. Gia’ all’ingresso veniamo fatti attendere da un buttafuori tipo discoteca, qualcuno si immagina allora il casino che ci sara’ dentro… Purtroppo non e’ cosi’. Il locale e’ semivuoto, e il gruppo che suona “balli di gruppo” da villaggio turistico non fa che aumentare lo sconforto. La musica e’ altissima e rende difficile parlare con persone non di fianco. Arrivano i menu’ e scopriamo due cose: primo, per leggerli bisogna farsi luce con il cellulare, visto il buio pesto, e secondo si pagano 2 euro di supplemento per lo spettacolo…
Io prendo una Wickse Witte media, che arriva dopo molto, costa 6.30 € (4.30 di suo piu’ lo “spettacolo”) e spillata pure male (evidente un traccia di schiuma sulla testa del bicchiere, segno che il barista l’ha spillata, lasciata li’ e poi servita…). Mi va certo meglio rispetto a chi ha preso la sangria comunque, definita poca, cara (7 € per mezzo litro, con troppa frutta a occupare volume) e con un forte sapore di medicina… Solo i dolci (gelato e tortillas dolci) presi dal Cava e da Sara si salvano.
Ce ne andiamo all’una passata, e di tornare onestamente la voglia non c’era, come fatto notare (sempre in romanesco e con consigli coloriti) da piu’ persone.
Peccato per i nuovi gestori, che conosciamo e che forse non hanno ancora in mano il polso del locale

E si comincia!

Anno nuovo, blog nuovo.
Tutto questo nasce da un’intuizione avuta all’ O.K. Corral Saloon (di cui si scrivera’ in seguito). Visto che Mazzu teneva l’archivio dei sabati, perche’ non tenerlo ora in questa forma? La voglia di blog mia c’era gia’, la catalisi ha fatto il resto.
Conterra’ il report delle uscite (chi-dove-come-quando) mie e della compagnia, opinioni sui locli viitati, ospitera’ pernsieri e parole del sottoscritto.
E’ realta’ mobile, comunque.