A volte la fortuna…

Un servizio assolutamente da provare:
Yahoo Launch!
Un mega Jukebox digitale GRATIS. Praticamente voi indicate i vostri gruppi preferiti (dalla A di Abba alla Z di Zappa) e lui vi spara in stream pezzi a casa da tutti gli album. Potete poi dare le vostre preferenze album per album, venite consigliati su gruppi simili che vi possono piacere, assolutamente un must per chi ha la banda larga.

Grande fratello: condivido e riporto

Daveblog dice delle cose. E io condivido.
E’ ormai evidente che Grande fratello ha superato il Festival di Sanremo come catalizzatore dll’attenzione degli italiani: chiunque ne parla, e non importa se lo si segua, se si guardi la gialappa’s, se si dica non lo guardo (frase che fa tanto intellettualchic) ma poi si segua il resumè prima di Passaparola, scongelando i quattrosalti in padella.

Maratona del signore degli anelli

dedioste’s c’era, nella forma di Faffy, che dice quanto segue (le abbreviazioni son tutte sue… io non c’entro 🙂 ):

È finita.È una sensazione strana,come se si fosse sgonfiata,dopo 2anni di attesa,la sacca dei sentimenti,d aspettative..È 1lunga favola in cui il lieto fine atteso finisce-proprio in virtù dell’attesa-per essere messo in discussione.E così nn è stato:l’happy end c’è,e fa tirare 1sospiro di sollievo,giusto il tempo per comprendere il vero “sugo”della storia.Nn c’è 1fine,nn può esserci dopo tutto il male che c’è stato.C’è 1idea:è difficile tornare indietro,nella vita.Se poi hai salvato il mondo,lo è ancora di più.Togliete il fantasy,l’avventuroso,l’epico..Ma lasciateci dei sani valori(forse qsta la parte +difficile)e gli eroi potremmo essere noi.Che assomigliamo d più a Sam o a Frodo,nn importa,camminiamo cmq tutti con i piedi per terra. È bello aver concluso la saga.E ora lo posso dire:Jackson,6 geniale.E geniale è chi ha deciso d dilazionare il film a rate,annunci,dvd.Perchè per 1 volta,nn abbiamo avuto tutto subito,ma abbiamo aspettato,assaporando x 2anni il desiderio di continuare a vedere. P.S:la maratona è stata entusiasmante.A parte la delusione nel vedere che chi applaudiva durante il film erano proprio i pochi piccoli eroi in costume(elfo,hobbit etc.),tutto il resto unico.I 2 film estesi valgono la pena d ess rivisti:fanno capire e spiegano molte cose e per di più regalano inedite- esilaranti- battute di Gimli.Tanto d cappello ai sigg Medusa:nelle 20euro del biglietto,oltre ai film e ai 5poster hanno incluso gratis 3bibite medie,2vaschette medie d pop-corn e 1hot-dog. Insomma..La rifarei anche domani!

 

[ndr: originarieamente era pubblicato a nome di Faffy, poi con la migrazione ho perso gli autori originali. Il merito va comunque a lei]

Warpipe Pub

Sabato sera presenti a scacchi: io, Faf, Paolo, Mazzu, Marco, Chiosky, Pelle, Tia e Ari. Piu’ tardi ci raggiunge il riz, ma stendo un velo sulla performance…
Ci siamo recati al Warpipe pub a Gallarate. [Il sito del locale e’ bello e completo]
L’obiettivo era assaggiare le birre del birrificio Le Baladin. E c’e’ da ammettere che la missione e’ riuscita in pieno: Noel, Isaac e Nora sono tre birre che “vale la pena” Prezzo 8.30 o 9.30, a seconda della birra, per una bottiglia da 75 cl. Le note di degustazione le potete trovare sul sito, ma anche a una bocca non allenata (come le nostre 🙂 ) la differenza salta alla papilla.
Da segnalare anche la presenza della Real Ale alla spina e di un buona serie di spine e bottiglie.
Decisamente un bel posto per i birrofili, prezzi onesti, in linea con la media e buon servizio (veloce, portano anche le patatine, uso purtroppo perso in altri locali)

Universita’ della birra

Venerdi’ sera fuori a cena presso l’ Universita’ della birra. E’ un locale che di giorno serve da scuola per gestori di pub e la sera si trasforma in pub, gestito dagli studenti (e da uno staff fisso).
Presenti dedioste, Faf, Sara, Premolusque, Pelle, Lo, Ari, Tia. Si attendono nuove dagli altri sul loro venerdi’ sera.
Il locale offre un’ ottima cantina di birre (ampissima, ci si trova tutto quello che si puo’ desiderare) e una cucina “sperimentale”, che rinnova il suo menu’ una volta al mese, seguendo la stagione, le tradizioni e le idee dello staff.
Ieri sera abbiamo assaggiato:
-Tagliere del cacciatore: Pregevole nella varieta’, forse limitato nella quantita’. Tagliere con salumi di cinghiale, carne salata, petto di pollo conservato con erbe e altri salumi. In piu’ tagli di formaggio di capra e gorgonzola
-Pate’ di cervo: Porzione assolutamente abbondante (due fette per oltre 200 g.). In realta’ e’ una terrina di cervo, molto buona anche se forse servita eccessivamente fredda. Presentata con crostini e una deliziosa marmellata di cipolle, ottimo accompagnamento.
-Crostone misto: Pane abbrustolito con tre salse: formaggio e peperoncino (forse troppo piccante), composta di melanzane e composta di radicchio. Queste sono deliziose, ma selettive (non a tutti possono piacere)
-Gnocchi Speck e Noci: bella idea, chi li ha assaggiati ha detto che erano buoni. Anche qui porzione medio-abbondante
-Stinco di maiale alla birra: Ci si potrebbe tornare solo per questo. Servito con patate, chi lo ha preso ha detto che era molto buono. E’ un piatto simbolo del locale, presenza fissa nel menu’.
-Polenta taragna e salsicce: abbondante piatto di polenta taragna, con burro e formaggio (fontina?) assolutamente non lesinati. Molto buono, forse l’unico difetto era una salsiccia troppo magra, che andava “unta” nella polenta ( o forse era proprio l’idea del piatto?)
-Dolci: panne cotte e torte… Io ero pieno e non ho preso niente, ma nulla di eccezionale (a parte la panna, molto “piena”)

Sul bere il locale merita note a parte: sicuramente la cameriera ha saput scegliere la birra giusta per ogni piatto, consigliando birre giuste, senza rincorrere il prezzo alto o l’etichetta strana. Sull’entree e’ stata scelta una Afflingen Blonde, di medio tenore alcolico ma pronta a lavare il grasso della carne. Sul piatto principale ci siamo divisi: ce’e chi ha proseguito con Afflingen nella variante Noel, piu’ corposa e gradevole anche per chi la birra la schifa (vero, Faf? 🙂 ), mentre i temeriari si sono lanciati in abbinamenti molto diversi: Tia sullo stinco ha bevuto una Monschof’s Bock, molto corposa e adatta a sostenere il piatto, stessa scelta di sostegno per Premolusque con una Chimay Blanche sulla polenta. Io ho cambiato approccio, andando su una lager con la polenta, per tagliare il grasso non con l’alcol ma con la nota secca tipica della bassa fermentazione.

Costi: tutto sommato accettabile, 22,5 euro a testa, includendo anche servizio e fine pasto (limoncelli, amari, grappini).
Una piacevole conferma! Ci torneremo prenotando con anticipo (e chiedendo alcuni piatti particolari che vengono fatti solo su prenotazione)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Prima recensione di locale di Paolo. Ovvero quello che il resto della compagnia ha fatto sabato sera (io non sono uscito).

Siamo andati dal panzone: io Marco e Ari abbiamo preso una bottiglia di Vermentino (12 euro), Sara e Loh un moscato (15 euro), Premolusque e Mattia un Dolcetto (mi pare 12 euro). Gionni è uscito dal coro con una Heineken media (aveva chiesto una Vikse Vitte che, pur essendo segnata sulla lista, non sarà presente fino a marzo).
Note:
– solito (a mio parere) inutile rito dell’assaggio del vino
– il panzone è un gran camerata: dopo i soliti dischi di De Gregori e
Celentano (li ho già sentiti più volte al Divino), è stato diffuso l’Inno
d’Italia, con tutte le strofe!!!
– il locale era bello pieno (e molto fumoso)
– cameriera biondina con pancino e culo spettacolo (non quella riccia non
tanto carina, una che non avevo mai visto)

L’arte e il bello

Ho girato, per un regalo non natalizio, un paio di negozi di quadri (chiamarle “gallerie” mi pare eccessivo).
In uno l’unico pezzo che avrei comprato per me, lo giuro, era la collezione delle cornici disponibili: molto bella, in una tela 140 X 100 erano presenti, appese con gancino da quadro a chidi infilati nella tela, sezioni ordinate, precise, geometriche. Un bel concetto di autopsia del quadro.
Sul resto dei soggetti stendo un velo pietoso: un ulteriore rigurgito di fiumiciattoli, ridenti paesini e scene di caccia, tutte quante “vorrei essere una foto ma non posso”, mi farebbe del male.
Nell’altro qualcosa si salvava, quasi affogato anche lì tra paesaggi e affini.