Limbo

Altro necroarticolo prelevato dalle bozze, questo data 2013.

Spero che molti di voi conoscano Humbe Bundle, una società che periodicamente raccoglie 5/6 videogiochi indie e li mette in vendita sul suo sito, con una parte dei proventi che va in beneficenza. Se ne volete sapere di più, il posto non è questo e vi rimando al loro sito.
Di recente (all’epoca della scrittura ndr ho riaperto il mio account Steam dopo anni (giochi installati: Half-Life e Counterstrike, giusto per dare un orizzonte temporale) e ci ho caricato sopra tutti i vari giochi acquistati appunto nei Bundle. E poi mi sono messo a giocare a qualcosa. E ho iniziato da Limbo, che mi mancava.
Limbo è l’epitome del gioco indie: breve, inizialmente semplice, estremamente autoriale e tremendamente bello.
È una versione moderna, adulta, narrativa di Prince of Persia, ancora più semplice dell’originale considerando che non ci sono combattimenti ma solo “enigmi” da risolvere saltando in giro per lo schermo, tirando leve e spingendo casse. Lo stile grafico è splendido, tutto giocato sul bianco e nero, sul contrasto, sulla luce. La storia è semplicissima, praticamente quasi accennata, eppure l’alone di mistero, combinato alla grafica, spinge continuamente al “voglio fare un altro quadro per vedere che succede” in una maniera assolutamente ipnotica.

Dura poco (qualche ora), ma è consigliatissimo.