Lanzarote

Lanzarote è sostanzialmente un racconto breve di Michel Houellebecq. Non sarebbe degno di nota, passerebbe tra le produzioni minori, ma questo racconto di circa 60 pagine è original perché integrato da una una serie di foto, scattate proprio dall’autore durante una delle sue vacanze nell’isola delle Canarie e soprattutto perché in nuce anticipa alcuni dei temi che verranno nei suoi romanzi successivi, sia “La possibilità di un’isola” che “Sottomissione“.
Il racconto è anche abbastanza misero e, a differenza degli ultimi testi di Houellebecq, risente ancora del suo feticismo verso le descrizioni degli incontri sessuali dei protagonisti, molto presente nei suoi primi libri.
Aldilà della semplicità e della rozzezza del testo, è interessante il modo in cui Houellebecq tocca ancora una volta un suo tema forte: il sentirsi inadatti qui e adesso, in una società che sfugge di mano. Qui però il protagonista trova una soluzione tutto sommato positiva, mosso dagli incontri fatti sull’isola di Lanzarote con le due turiste tedesche e con il belga Rudy.
Il fatto che ci sia quasi un lieto fine per il protagonista è per i testi dell’autore francese una cosa abbastanza particolare.
Diciamo che un testo di questo tipo non aggiunge praticamente nulla al valore dell’autore ed è sostanzialmente una curiosità per appassionati, però personalmente sarà che è ambientato in un’isola che adoro sarà che tratta comunque dei temi che mi hanno sempre fatto incuriosire all’opera dell’autore, tutto sommato è stato piacevole dedicargli una sera.

Nota a margine: e`stato il primo libro che ho letto grazie all’app di MLOL, ovvero il servizio di prestito libri elettronico a cui aderisce la mia biblioteca e, in generale, Fondazione per leggere. Devo dire che per testi di questo tipo, brevi e visuali, leggere sul tablet Android e`sopportabile e permette di usufruire di un catalogo molto ampio, disponibile veramente “in punta di dito”.
Certo, funzionasse (senza troppi intoppi e trucchi) anche su lettori ebook…