I cechi non osano sedersi in tram

Nel 2013, via Radio Popolare, avevo sentito parlare di “101 motivi per non vivere in Giappone” e del suo autore, Mattia Butta. Comprai il libro su Kindle, lo lessi, con discreto gradimento. Qualche mese fa, per altre vie (un articolo condiviso o qualcosa del genere) mi sono ritrovato a sottoscrivere il feed del suo blog e poi, curiosandoci, a scoprire che di libro ne aveva scritto un altro, in precedenza, sempre sul tema “italiani all’estero” ma legato questa volta alla sua esperienza a Praga. E quindi me lo sono scaricato.

In Repubblica Ceca non ci sono mai stato; o meglio, sono stato 4 giorni a Praga a fare il turista, e quindi non posso sapere niente della vita locale. Ma dalla lettura del libro, beh, posso dire che è un paese che mi piacerebbe molto, così come mi piace la mentalità della gente che lo abita. Emerge dai capitoli del libro, che affrontano ciascuno un aspetto diverso della vita quotidiana, uno stile di vita molto quieto, senza lazzi, un popolo lineare, diretto, che rispetta le regole e che non ha bisogno di infrangerle per sentirsi realizzato. Ma si comprende anche come questa tranquillità sia solo uno stile, e che anzi quando c’è da fare, i cechi fanno e sono attivi e diretti all’obiettivo.
Certo, alcuni aspetti mi terrorizzano (ballo, chi ha detto ballo ?!) ma molti altri non lo fanno per nulla, questo concentrarsi sulla sostanza, anche a scapito della forma, è un aspetto molto piacevole e interessante.

Lo stile è scorrevole e piacevole, molto colloquiale; rispetto al libro sul Giappone si punta meno alla stranezza, sia perché tutto sommato i cechi sono Europei, e quindi una base comune c’è, sia perché il libro è costruito meno sul metterle in evidenza queste differenze. Da frequentatore del blog ho poi imparato ad apprezzare lo stile di Mattia: anche quando scrive qualcosa con cui non si è d’accordo (e succede), lo stile e il modo di esporre sono sempre chiari; è sempre possibile fissarsi sul fatto e mai sulla forma con sui sono dette le cose. E per me è un pregio.

Il libro si scarica dalla pagina dedicata sul sito, dove ora c’è anche quello sul Giappone (non si compra più da Amazon ma da un altro servizio).